All’inizio c’era George Orwell che in 1984, scritto nel 1948 ipotizzando un futuro distopico assai prossimo, lanciava un sasso nello stagno della Storia: «Tutte le cose che accadono sono contenute nella mente e accade veramente solo ciò che è nella mente di tutti». Poi sono arrivate valanghe di film e romanzi sulla manipolazione e il controllo della memoria. Una valanga vieppiù inarrestabile oggi che l’AI pervade le nostre vite, dove il confine tra reale e irreale si fa sempre più sottile e la nostra memoria, visiva innanzitutto, è sottoposta a stimoli talvolta urticanti che ci inducono a vivere un presente, modellato su un passato inesistente. Per mettere ordine, e non farci prendere solo dalle nostre più oscure paure, ci aiuta con il rigore dello scienziato, Steve Ramirez, autore di questo Riscrivere il passato, pubblicato da Raffaello Cortina. Steve Ramirez, neuroscienziato, è professore presso la Boston University, dove dirige il RamirezLab, un laboratorio dedicato allo studio dei circuiti neuronali della memoria e delle emozioni. Ha ricevuto numerosi premi per il suo lavoro sulla manipolazione della memoria. Come dicevamo, l’idea di poter cambiare i nostri ricordi può sembrare fantascientifica, ma in realtà ogni atto compiuto dalla memoria è già una trasformazione. Ricordare significa riscrivere, e intervenire intenzionalmente sui ricordi non è altro che sfruttare la naturale plasticità del cervello. Il libro di Steve Ramirez racconta come la scienza abbia dimostrato che i ricordi non sono entità fisse, ma fluide: mutano nel tempo, possono essere cancellati, riattivati e persino impiantati artificialmente in laboratorio. E questa è forse la parte che ci inquieta di più. L’autore affronta anche le questioni etiche legate al controllo artificiale della memoria, interrogandosi su come questa potente tecnologia possa essere però utilizzata in modo responsabile. La possibilità di intervenire sui ricordi apre infatti nuove prospettive terapeutiche per chi soffre di ansia, Alzheimer, e numerosi altri disturbi neurologici e comportamentali. Fabio Poletti

Steve Ramirez
Riscrivere il passato
La nuova scienza della manipolazione della memoria
traduzione Luca Cortese
2026 Raffaello Cortina
pagine 320 euro 25
Per gentile concessione dell’autore Steve Ramirez e dell’editore Raffaello Cortina pubblichiamo un estratto dal libro Riscrivere il passato
La mitologia greca presenta il paradosso filosofico della nave di Teseo: nel corso degli anni, vengono progressivamente sostituiti, uno a uno, tutti i componenti originali della nave. A un certo punto, non rimane più alcun pezzo originale: la nave può ancora essere considerata la stessa nave di Teseo? E andando ancora oltre: se ora si prendessero tutti i vecchi pezzi di legno della vecchia nave che nel corso del tempo sono stati sostituiti, e li si utilizzasse per costruire una nuova nave, ora sarebbe questa la nave di Teseo? Un’interpretazione filosofica di memoria e identità potrebbe considerare ogni cambiamento incrementale come l’espressione delle trasformazioni che sperimentiamo nel corso della vita. Finché esiste una continuità storica che collega nel tempo la struttura e la funzione della nave, sembra rimanere almeno una parvenza di identità. La fisica ci offre una potente chiave interpretativa: il cambiamento è embricato nella struttura fondamentale dell’universo. Gli atomi prodotti nel Big Bang si sono aggregati formando le stelle, che a loro volta sono esplose rilasciando i propri elementi chimici, dando origine all’esperimento ultimo della natura. Questa conversione dell’energia da una forma all’altra, durata miliardi di anni, ha prodotto, lungo il suo corso, noi e ogni altro oggetto dell’universo conosciuto. In altre parole, siamo tutti polvere di stelle riciclata, e il processo di riciclo prosegue senza soluzione di continuità. In uno studio condotto nel 1953 presso l’Oak Ridge National Laboratory, nel Tennessee, si afferma che ogni anno circa il 98 per cento degli atomi che compongono il corpo umano viene sostituito. Sebbene tale valore rappresenti una stima molto approssimativa e dipenda quasi certamente dal tipo di atomi considerati, l’idea che le componenti molecolari del nostro corpo nel corso del tempo vengano progressivamente rimpiazzate costituisce una proprietà essenziale dei sistemi biologici. Considerando che l’aspettativa di vita media dell’essere umano si aggira intorno agli ottant’anni, ciò implica che nel corso di una singola esistenza tutti noi subiamo numerose e rilevanti trasformazioni. Dal punto di vista della fisica, esistono molteplici versioni di noi stessi che si collocano nel passato. Se affrontassimo lo studio dell’identità indossando il “cappello” del fisico, scopriremmo che il nostro apparentemente stabile senso d’essere è costituito da componenti atomicamente instabili. Siamo in costante cambiamento, e nel corso della vita ci trasformiamo progressivamente in nuove versioni di noi stessi. Dal punto di vista delle neuroscienze, l’identità corrisponde alla nave di Teseo del cervello e la memoria rappresenta il materiale con cui tale identità viene costruita. Immaginiamo, ipoteticamente, di riuscire a individuare le cellule cerebrali che si erano attivate mentre si formava il ricordo di quando tenevo in mano la mia collezione di carte Pokémon e di riuscire a tracciare nel tempo quali fossero esattamente queste cellule. Potremmo osservare nuovamente il mio cervello con cadenza periodica, identificare quelle specifiche cellule e chiedermi di rievocare quel ricordo. Per un certo intervallo di tempo alcune di esse si riattiverebbero. Propongo questa ipotesi perché, in realtà, gli scienziati hanno osservato qualcosa di simile, sebbene non in modo così fantascientifico. In primo luogo, il cervello possiede neuroni che rispondono selettivamente alle immagini di persone che conosciamo, noi stessi compresi. Queste cellule rispondono anche quando viene semplicemente scritto o pronunciato il nome di una persona: se vedo “Pedro Ramirez” o sento pronunciare il suo nome, oppure guardo una fotografia di mio padre, si attiverà lo stesso insieme di cellule; se invece vedo o sento il nome “Steve Ramirez”, si attiverà un gruppo diverso di neuroni. In altri termini, il cervello contiene neuroni che rappresentano le identità delle persone presenti nella nostra vita. In ogni istante, ogni tavola della nave di Teseo svolge una funzione necessaria a mantenere l’imbarcazione in movimento. Il nostro ipotetico esperimento, tuttavia, è solo a metà. Se nel corso degli anni continuassimo a osservare le cellule cerebrali che rappresentano la mia collezione di carte Pokémon, finiremmo per assistere a un fenomeno che ha sconcertato i neuroscienziati sin da quando è stato possibile tracciare tali cellule: a un certo punto, pur mantenendo la capacità di ricordare l’episodio, si attiverebbe un insieme completamente nuovo di neuroni. L’engramma del ricordo della mia amata collezione di carte Pokémon avrebbe subito una trasformazione a livello cellulare. Come le vecchie assi di legno della nave di Teseo, esse sarebbero state sostituite da un set interamente nuovo di cellule. Le esperienze in corso riorganizzano i ricordi che già esistono nel cervello. Questo fenomeno è noto come deriva rappresentazionale: nel corso del tempo la rappresentazione cellulare di un’esperienza cambia, o varia nel tempo. I neuroscienziati hanno dimostrato che il cervello rappresenta persino stimoli sensoriali semplici attraverso popolazioni neuronali variabili nel tempo. Per esempio, il mio cervello ha elaborato le note aromatiche legnose della colonia di mio padre nel giorno del suo compleanno tramite un determinato gruppo di neuroni. Oggi, quel ricordo è quasi certamente sostenuto da un insieme di cellule completamente diverso. Anche se dovessi annusare ripetutamente la colonia di mio padre, il gruppo di neuroni responsivo a quell’odore cam- bierebbe nel tempo, poiché alcune cellule cesserebbero di essere attive, mentre altre inizierebbero a farlo per rappresentare l’esperienza. Tale cambiamento è così marcato che la mia rappresentazione cellulare attuale di quell’odore probabilmente non somiglia affatto a quella presente il giorno del sessantesimo compleanno di mio padre. Il ricordo rimane stabile, ma le cellule che lo conservano e riproducono non lo sono.
Titolo originale How to Change a Memory: One Neuroscientist’s Quest to Alter the Past
© 2025 by Steve Ramirez
© 2026 Raffaello Cortina Editore


